La creatività italiana tra targhe, insegne, iscrizioni

By | 2017-12-11T16:17:27+00:00 dicembre 6th, 2017|design, editoria, home|

Un freddo pomeriggio di pioggia di inizio dicembre, la Spine Temporary Small Press Bookstore e Bari, sono gli elementi che hanno fatto da cornice alla presentazione barese di “L’Italia insegna” di James Clough, docente ed esperto di tipografia.
La Spine Temporary Small Press Bookstore è una libreria indipendente e interattiva ma è anche uno spazio in cui sono raccolte diverse cose quasi tutte relative al settore dei libri illustrati e della rappresentazione per immagini.
Niente di strano, quindi, che si sia fatta promotrice della presentazione di questo volume e che abbia invitato per l’occasione, oltre all’autore, anche Abdul Jalil, appassionato di scrittura ornamentale e che lavora come insegnista, un artigiano, cioè, che realizza a mano le insegne dei negozi.

L’Italia insegna” è un libro che raccoglie targhe, iscrizioni, elementi decorativi legati alle strada e che si possono facilmente trovare camminando con la testa per aria. Ma, soprattutto, è un libro che racconta da un altro punto di vista la varietà italiana, o come James Clough, ha ripetuto più volte, la totale anarchia delle scelte in contrapposizione allo stile più rigido e regolamentato che caratterizza, invece, l’Inghilterra, sua terra d’origine.

Attraverso targhe toponomastiche, insegne di botteghe, iscrizioni celebrative, attraverso le lettere e la tipografia siamo stati condotti in un viaggio che ha messo in evidenza il carattere, a volte profondo e a volte poco conosciuto, delle città: a Milano le targhe toponomastiche mostrano la costante tensione a rincorrere il moderno senza rimanere ancorati al passato, mentre una città come Torino è molto più legata al suo passato tanto da avere targhe toponomastiche differenti in ogni quartiere della città.
Così come la varietà dei caratteri e delle lettere evidenzia le differenze storiche, i cambiamenti di stile e, in certi casi, l’arditezza di alcune scelte, arditezza di cui i nostri tempi sembrano privi.
In un freddo pomeriggio di pioggia abbiamo scoperto un modo alternativo di conoscere l’Italia e la sua storia.

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